Oggi Carcaci è un piccolo borgo disabitato ma non abbandonato. Fa parte del territorio di Centuripe, provincia di Enna, e grazie ai suoi 1000 anni di storia è una cornice fantastica per conoscere, attraverso la sua storia, parte della storia della Sicilia.

Origine di Carcaci e la sua storia più remota

I Normanni furono i primi ad insediarsi stabilmente nel territorio occupato oggi da Carcaci. Nell’anno 1061, mentre si pianificava la conquista di Centuripe, trovandosi in cima ad alcune colline, per i normanni era molto difficile sferrare l’attacco. Risale proprio a questo periodo la prima costruzione di cui si ha notizia, una sorta di torre quadrangolare che, con il passare dei secoli, fu inglobata in costruzioni molto più grandiose.

I primi feudatari di Carcaci e l’inizio della baronia

Grazie ad alcuni documenti è noto il nome del primo feudatario di Carcaci: Giovanni de Raynero nell’anno 1200. Numerosi furono i feudatari che gli succedettero nei due secoli successivi, uno dei più importanti fu sicuramente Giovanni Spatafora, che nell’anno 1453 fu investito barone di Carcaci dal re Alfonso II di Napoli (noto anche come Alfonso II d’Aragona).

La trasformazione di Carcaci in borgo ed il passaggio da baronia a ducato

Altro importante signore feudatario fu Gonsalvo Romeo Gioieni, che nel 1631 ottenne la “licentia populandi”, ovvero il permesso di popolare il feudo e, di conseguenza, di convertirlo in borgo. La Baronia di Carcaci fu acquistata da Vincenzo Paternò Castello (Principe di Biscari) nel 1715. Successivamente, lo stesso Principe di Biscari acquisì il titolo di Duca da Giovampaolo dai Marullo per poi ottenere la commutazione del titolo in Duca di Carcaci. Così, da quel momento in poi, la Baronia di Carcaci divenne il Ducato di Carcaci.

L’Acquedotto Biscari o d’Aragona

A metà del XVIII secolo Ignazio Paternò Castello, principe di Biscari, ordinò la costruzione del cosiddetto Acquedotto Biscari o d’Aragona, con lo scopo di portare l’acqua del fiume Simeto alle sue terre di Carcaci così da poter coltivare riso, lino e canapa.

L’acquedotto, lungo circa 400 metri, ha un totale di 31 arcate e, nel punto più alto, raggiunge un’altezza di 40 metri. Nel corso di questi secoli l’Acquedotto Biscari ha subito notevoli danni: uno di questi interessò la parte centrale dell’acquedotto che sovrasta il fume Simeto, purtroppo crollata completamente.

Sfortunatamente, per la ricostruzione del tratto crollato fu utilizzato cemento, materiale che non lega assolutamente con l’estetica della struttura originale dell’acquedotto. Nonostante ciò, l’Acquedotto Biscari è ancora uno degli acquedotti più belli e meglio conservati della Sicilia, quindi quando si visita Carcaci, vale la pena andare a vedere e fotografare questa struttura.

Visita all’attuale Borgo di Carcaci

Il Borgo di Carcaci è piuttosto piccolo, ha un perimetro di circa 450 metri che permette di attraversarlo completamente in pochi minuti. Al giorno d’oggi, e da diversi anni ormai, il borgo è disabitato ma questo non significa che sia diventato un borgo fantasma, poiché c’è abbastanza vita.

Infatti, il borgo è vivo grazie a due consorzi che vi hanno sede, ad un bar che si trova accanto a uno dei due ingressi principali al borgo, al castello ed ai suoi proprietari che di tanto in tanto vi trascorrono qualche giorno, e poi grazie anche ai manutentori che spesso effettuano qualche lavoro ed alla presenza di alcune galline e di un magnifico pavone.

L’antico Borgo di Carcaci, la cui pianta è rettangolare, fu costruito nello stile barocco dell’epoca che, a causa della dominazione spagnola, risente di alcune influenze del barocco spagnolo. Molti degli edifici di Carcaci sono in pessime condizioni, alcune strutture sono prive di tetto ed altre a malapena si reggono in piedi. Fortunatamente non è così per due degli edifici più rappresentativi della città: la bella chiesa di Santa Domenica e il magnifico Castello di Carcaci.

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Prossimamente.

La Chiesa di Santa Domenica di Carcaci

La chiesa di Santa Domenica è uno dei simboli del borgo. Grazie alla prospettiva data dalla stradina che funge da ingresso al borgo, la piccola chiesetta sembra molto più grande. Da vicino si nota subito la presenza, sulla facciata principale, di diverse tonalità di pietra, con apprezzabile protagonismo del colore scuro della pietra lavica.

Sebbene la chiesa di Santa Domenica non sia aperta al pubblico quotidianamente, è possibile visitarne l’interno quasi tutte le domeniche dell’anno. Infatti, il prete di Centuripe di solito si reca a Santa Domenica la mattina (verso le 9:00 circa) per officiare una messa. Solitamente, inoltre, è aperta ad orari ridotti, sempre per officiare messa, in alcuni giorni del periodo pasquale e in prossimità del Natale.

Il Castello di Carcaci

Il Castello di Carcaci è sicuramente il simbolo del borgo. Il castello è anche l’edificio meglio conservato, poiché la famiglia che lo possiede vi trascorre alcuni giorni all’anno. Purtroppo non è possibile visitare l’interno del castello, ma dall’esterno si possono ammirare alcuni elementi della sua facciata e della torre.

castello Borgo di Carcaci
Castello del borgo di Carcaci

Dove si trova Carcaci? Mappa e come raggiungere il borgo

Carcaci si trova nell’entroterra della Sicilia, in provincia di Enna. Per raggiungere lo storico borgo bisogna avere a disposizione un mezzo privato, poiché non vi sono mezzi pubblici con partenza dalle città vicine che raggiungono Carcaci. Per raggiungere il borgo di Carcaci bisogna fare attenzione, anche se esiste la segnaletica in prossimità del borgo che ne indica la direzione, si rischia di saltare la deviazione sulla strada statale 575 (SS575).

La strada si presenta in buone condizioni, anche il tratto successivo alla deviazione per Carcaci è in buone condizioni, quindi è possibile raggiungere il borgo con qualsiasi mezzo (auto o moto) e non è assolutamente necessario un mezzo 4×4.

ComuneDistanzaTempo
Adrano9 Km.15 min.
Bronte22 km.25 min.
Centuripe12 km.20 min.
Catania37 km.40 min.
Paternò17 Km.20 min.
Enna61 km.50 min.
Paternò16 km.20 min.
Regalbuto18 km.25 min.

Scheda dati del Borgo di Carcaci

ProvinciaEnna
ComuneCenturipe
Altezza (sopra il livello del mare)250 m.
Anno di fondazione (borgo)1631
Habitantes0
Si può visitare
Tiempo visita15 min. – 45 min.
Valutazione della visita8 / 10
PrezzoGratis

La storia più recente del Borgo di Carcaci

Nel 1818, con l’abolizione dei feudi in Sicilia, Carcaci divenne comune autonomo e contava la presenza di circa 150 abitanti. Nonostante ciò, solo un anno dopo, perse la propria indipendenza amministrativa e divenne parte del territorio di Centuripe.

La vecchia stazione dei treni

Nel 1952 fu inaugurata la linea ferroviaria che collega Motta Sant’Anastasia a Regalbuto, il tratto presentava una fermata nei pressi di Carcaci dove vi era una stazione. La stazione era utilizzata principalmente per il trasporto di merci, in particolare per il trasporto degli agrumi coltivati nella zona, in ogni caso, vi transitavano anche alcuni agricoltori e cacciatori. Sfortunatamente per Carcaci, la linea ferroviaria cessò di essere operativa tra il 1986 e il 1987, di conseguenza la stazione venne abbandonata.

Al giorno d’oggi, sebbene si trovi in uno stato fatiscente, la stazione di Carcaci esiste ancora, così come esistono ancora i binari dismessi su cui viaggiava il treno Motta Sant’Anastasia – Regalbuto. Il progressivo spopolamento è diventato inevitabile, come ho già accennato, il borgo è attualmente disabitato.

Cosa ne pensate di Carcaci?

Mi piacerebbe molto conoscere la vostra opinione sui luoghi che visito, ed il caso di Carcaci non fa eccezione. Vi è piaciuto questo articolo? Lo avete trovato interessante? Conoscete qualche borgo abbandonato in Sicilia che vorreste suggerirmi di visitare per ricavarne poi un articolo e un video?

Bibliografia

  • La mia esperienza visitando Carcaci in varie occasioni
  • Wikipedia: Informazioni su Carcaci nella scheda Wikipedia it.wikipedia.org
  • Comune di Centuripe: Portale del municipio di Centuripe comunecenturipe.gov.it
  • EtnaNatura: Sito specializzato in informazioni sul Parco dell’Etna etnanatura.it

Menzioni e ringraziamenti

  • Ringrazio la persona facente parte di uno dei consorzi di Carcaci che mi ha offerto interessanti informazioni sulla chiesa di Santa Domenica e sul Castello di Carcaci.
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2 commenti su “Carcaci: dal feudo al Borgo passando per Baronia e Ducato”

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