Oggi, sabato 22 gennaio 2022, chiude il punto vendita Zara di Etnapolis. Il punto vendita di Zara aggiunge così ad altri importanti marchi del gruppo Inditex che hanno chiuso i loro negozi all’interno del famoso centro commerciale Belpasso. Il primo negozio a chiude i battenti è stato Pull & Bear, qualche settimana dopo seguito da Bershka ed ora da Zara. Così, al momento, Stradivarius è l’unico negozio del colosso tessile spagnolo Inditex ancora presente all’interno di Etnapolis.

Qual è il motivo della chiusura di Zara, Bershka e Pull & Bear ad Etnapolis?

Ma… cosa sta succedendo? Perché queste decisioni drastiche da parte del gruppo Inditex? Bisogna ricondurre tutto alla crisi delle vendite causata dal Coronavirus? Sebbene l’origine di tutto pare essere proprio la questione della pandemia, le vere ragioni che hanno indotto Inditex a chiudere i propri negozi di Etnapolis non sono chiare.

Forse la famosa multinazionale spagnola ha deciso di puntare tutto sull’e-commerce a discapito di alcuni punti vendita nel territorio? Centrano qualcosa alcune decisioni del governo Draghi che non hanno fatto altro che spopolare i centri commerciali? Tutte queste domande senza risposta sono importantissime per capire meglio il perché e come si è verificata questa situazione.

Passaggio di proprietà nel gruppo Inditex

Non bisogna dimenticare che dal 1° aprile 2022 l’impero Inditex, e con esso le decisioni riguardanti i suoi marchi (tra cui Zara, Pull & Bear, Bershka e Stradivarius), passerà nelle mani di Marta Ortega, figlia del creatore del colosso spagnolo dell’abbigliamento: Amancio Ortega. Sicuramente molte cose stanno cambiando negli uffici di Inditex e non sorprende che in assenza del passaggio ufficiale, le decisioni degli ultimi mesi siano già concordate con la nuova dirigente di Inditex e con il suo più stretto gruppo di collaboratori.

In attesa di informazioni ufficiali sui veri motivi della chiusura

Al momento, le informazioni ufficiali o ufficiose che siamo riusciti ad ottenere riguardo alle chiusure dei negozi sono praticamente nulle, dal momento che sembra esserci un eclatante e strano blackout informativo al riguardo. Infatti, ad oggi, non siamo stati in grado di individuare alcuna menzione di queste chiusure nei portali online dei media regionali e nelle redazioni locali dei media nazionali.

Di conseguenza, per avere informazioni di prima mano al riguardo, abbiamo contattato sia Zara Italia che l’ufficio comunicazione di Zara Spagna, le organizzazioni sindacali e lo stesso centro commerciale Etnapolis. Lo facciamo per cercare di saperne di più su cosa sta succedendo ad Etnapolis oltre che per scoprire se si tratta di un evento isolato o se il gruppo Inditex sta chiudendo altri negozi presenti all’interno di altri centri commerciali della Sicilia e del resto d’Italia.

Così facendo speriamo di poter venire a conoscenza circa il numero di posti di lavoro diretti e indiretti che sono stati interessati dalle chiusure, nonché se si tratta di una decisione temporanea o definitiva, almeno a medio e lungo termine. Qualsiasi notizia a riguardo sarà menzionata in questo articolo oppure aggiungeremo il link ad un articolo specifico in cui potremo fare eco alle risposte ottenute.

Quale futuro attende il centro commerciale Etnapolis?

Sicuramente le conseguenze di tali chiusure non tarderanno a manifestarsi. Non va dimenticato che molte persone visitano centri commerciali come Etnapolis per recarsi in uno di questi negozi, quindi un calo dei visitatori potrebbe causare una reazione a catena che significherebbe la chiusura di altri negozi di Etnapolis non legati a Inditex.

Questa situazione è certamente una brutta notizia per la multinazionale finanziaria Morgan Sanley, proprietaria di Etnapolis dopo la cessione da parte del Gruppo Abate S.p.A. nel 2018. Ma, senza dubbio, questa è una notizia ben peggiore per tutti gli abitanti dei paesi limitrofi, che in poche settimane hanno visto chiudere tre dei più importanti negozi di abbigliamento del centro commerciale.

L’inaugurazione del centro commerciale Etnapolis nel 2005 ha avuto un impatto significativo sulla perdita del tessuto commerciale dei comuni più vicini, come nel caso di Adrano, Biancavilla, Mascalucia, Paternò, Santa Maria de Licodia, ecc. In molti casi, impossibilitati a competere con l’offerta commerciale di Etnapolis, questi paesi hanno visto un significativo numero di negozi e chiudere, di conseguenza, molti abitanti della provincia di Catania in questi anni si sono recati a Etnapolis per effettuare la maggior parte dei loro acquisti.

Etnapolis, un futuro incerto

Cosa accadrà ora? Solo il tempo lo dirà ma sembra abbastanza chiaro che i grandi marchi stanno puntando sempre più fortemente verso lo shopping online. Un’opzione molto interessante e comoda in determinate occasioni, ma che diventa molto pericolosa quando cessa di essere un’opzione in più per diventare l’unica possibilità di acquisto. Una situazione che, se confermata nei prossimi mesi e anni, ci priverà di numerosi posti di lavoro, renderà difficile agli anziani l’acquisto di determinati beni e cambierà il modo in cui socializzeremo e ci relazioneremo con gli altri.

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