La visita al Borgo Giuliano, un piccolo paesino distrutto e abbandonato dell’entroterra della Sicilia, per l’esattezza nella provincia di Messina, è stata la prima meta delle gite fuoriporta che ho realizzato. Ovviamente non si tratta del primo luogo che ho visitato da quando vivo in Sicilia, (al momento in cui scrivo queste righe ho già trascorso più di 4 anni in Sicilia), però è stato il primo luogo che ho visitato da quando decisi di portare avanti in progetto LovingSicilia.it e mi misi a lavorarci seriamente. Detto ciò, spero che il mio primo articolo circa i miei vagabondaggi siciliani vi piaccia:).

Perché ho scelto Borgo Giuliano come prima gita fuoriporta e primo articolo?

Perché ho scelto proprio questo piccolissimo paesino abbandonato e semi distrutto, come prima destinazione per iniziare a scrivere nel blog LovingSicilia.it? Suppongo perché in un luogo con queste caratteristiche vi è qualcosa di malinconico e, di conseguenza, per me di grande fascino.

passeggiando intorno al borgo Giuliano
Passeggiata intorno al borgo Giuliano

Infatti si tratta di luogo che racchiude parte della storia della Sicilia, o almeno della gente che lo abitò, dell’entroterra della Sicilia e di un periodo convulso di un tempo passato però, allo stesso tempo, abbastanza vicino ai nostri giorni.

Ma… cos’è esattamente un borgo?

Tutto pare indicare che il termine “Borgo” abbia origini medievali. Si utilizzava questo termine per riferirsi ad un piccolo centro abitato situato vicino ad un castello o ad una fortificazione. Al giorno d’oggi, si definisce “Borgo” un centro abitato (ovviamente non nel caso dei borghi abbandonati) di ridotte dimensioni.

Pertanto, il borgo conosciuto un tempo con il nome Borgo Salvatore Giuliano (nome completo) risulta essere il luogo ideale per conosce un poco meglio la Sicilia, una terra piena di angoli meravigliosi e che, in molti casi, sconosciuti alle masse turistiche che visitano ogni anno questa bellissima isola.

Come sono venuto a conoscenza dell’esistenza di Borgo Giuliano?

Forse suonerebbe meglio dire che venni a conoscenza di Borgo Salvatore Giuliano per caso, o che fu il destino che mi portò lì… no, in realtà non andò così. È vero che ero già a conoscenza dell’esistenza di parecchi borghi abbandonati della Sicilia e un giorno mi misi a cercarne uno che si trovasse relativamente vicino al luogo dove vivo (Adrano), e che fosse sufficientemente interessante da visitare, così da poterne ricavare un articolo per il blog. Così mi resi conto che la mia meta sarebbe stata Borgo Giuliano.

Breve storia del Borgo (Salvatore) Giuliano

Chi era Salvatore Giuliano?

Tutti coloro che conoscono, più o meno, la storia recente della Sicilia staranno già pensando di conoscere il personaggio a cui il borgo è intitolato, vi devo precisare subito che il Salvatore Giuliano in questione non è il famoso bandito reso noto per aver commesso vari crimini, tra cui la terribile strage di Portella della Ginestra (Palermo).

Il nostro uomo fu un militare assassinato nel 1938 mentre, da quanto raccontano le cronache dell’epoca fascista, difendeva alcuni operai impegnati in un cantiere stradale. Per questo motivo, e pare per volontà dello stesso Benito Mussolini, gli fu conferita la medaglia d’oro del regime fascista.

Costruzione e spopolamento del Borgo Giuliano

Borgo Giuliano fu costruito durante il 1940. Sebbene con alcune differenze, la storia di questo borgo è simile a quella di altri piccoli centri dell’entroterra siciliano che attualmente sono ormai disabitati.

piano urbanistico borgo Giuliano
Piano urbanistico del borgo Giuliano
(foto courtesy VacuaMoenia)

Con l’obiettivo di dare terre e lavoro ad alcuni contadini dell’entroterra dell’isola e lottare contro il latifondo che continuava a perdurare, si cedette ai lavoratori la proprietà di terreni e si costruirono una serie di centri abitati adiacenti ai terreni da coltivare.

I nuovi centri rurali durante il periodo fascista

Molti di questi centri rurali furono progettati durante il periodo fascista dall’Ente di Colonizzazione del Latifondo Siciliano, e successivamente, durante la Repubblica Italiana, dall’Ente per la Riforma Agraria in Sicilia, lo scopo era quello di costruire nuovi centri rurali per i contadini.

borgo Giuliano in costruzione (anni 40)
Borgo Giuliano in costruzione anni 40
(foto courtesy VacuaMoenia)

I problemi che dovete affrontare Borgo Giuliano

Borgo Giuliano fu uno dei numerosi paesini che, a seguito di una progettazione sbagliata e dopo vari episodi storici, non riuscì a consolidarsi. Già qualche mese dopo l’inaugurazione iniziarono a comparire crepe in alcuni edifici. Infatti, i materiali utilizzati per la realizzazione delle costruzioni non erano dei migliori, allo stesso modo, non si diete la giusta importanza alla conformazione del terreno estremamente soggetto a smottamenti e, di conseguenza, molto instabile.

Chiesa borgo Giuliano anni 40
(foto courtesy VacuaMoenia)

Furono subito intraprese diverse azioni per cercare di risolvere questi problemi, ma quando le forze alleate invasero la Sicilia nel 1943, la zona fu teatro di alcuni scontri e i lavori si fermarono.

Durante l’invasione alleata del 1943

Durante il periodo in cui si prolungarono gli scontri in Sicilia tra le truppe alleate e l’esercito nazista, alcuni edifici di Borgo Salvatore Giuliano riportarono ingenti danni. Di conseguenza, le truppe americane installate nella zona utilizzarono per le loro esigenze parte dei materiali di costruzione e gli stessi edifici semidistrutti del borgo vennero impiegati per assolvere compiti più importanti in quel contesto. Allo stesso modo, durante un breve periodo, le truppe italiane montarono un’ospedale da campo proprio a Borgo Giuliano.

Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale

Conclusa la guerra e instaurata la Repubblica Italiana, si cercò di recuperare questo luogo attraverso vari interventi di sistemazione del terreno su cui sorgeva Borgo Salvatore Giuliano e dei tanti edifici danneggiati di cui era composto.

Questi lavori non ottennero i successi sperati e nel 1967 fu deciso di realizzare altri cantieri per ristrutturare il borgo con l’intento di porre fine a tutti i problemi ma, esauriti i fondi a disposizione dell’Ente Sviluppo Agricolo, i lavoro si fermarono. Per tale motivo, i pochi abitanti di Borgo Giuliano iniziarono a migrare verso altri paesi, compresi i vicini San Teodoro e Cesarò.

Borgo Giuliano ai nostri giorni

Ai nostri giorni, Borgo Giuliano è completamente abbandonato e si trova in uno stato di rovina. Si parla di varie proposte, ma non di progetti, per dare nuova vita a questo storico borgo rurale però, al meno al momento, le proposte avanzate sono più illusorie che concrete. Speriamo che alla fine si riesca a ristrutturare Borgo Giuliano, come già successo a realtà simili, per far rivivere questo luogo pieno di storia e di fascino. Le possibilità che offre questo piccolo enclave sono molteplici, pertanto… cerchiamo di essere ottimisti! 🙂

Dove si trova e come si raggiunge Borgo Giuliano?

Trovandosi al di fuori di qualsiasi circuito turistico ed essendo disabitato, Borgo Giuliano non è raggiungibile da nessun mezzo di trasporto pubblico (autobus o treno che sia). E se vi aspettate che un tour guidato vi porti fino alle rovine di questo storico paesino, lasciate perdere… di conseguenza, l’unico modo per raggiungere Borgo Giuliano, nell’entroterra messinese e molto vicino alla provincia di Enna, è in auto o in moto. Il borgo di trova proprio accanto la strada SS120, ciò permette di vedere già dalla strada alcuni degli edifici in decadenza del Borgo.

Panorama dal borgo Giuliano
MunicipioDistanzaTempo
Adrano39 Km.55 min.
Catania120 Km.2h. 15min.
Cefalù70 Km.1h. 25min.
Messina125 Km.2h.
Palermo180 Km.3h.
Taormina82 Km.1h. 35min.

Come ho potuto notare io stesso durante la mia avventurosa visita che vi racconterò qualche riga avanti, Borgo Giuliano non presenta alcuna zona dedicata al parcheggio auto, e se non avete un 4×4 o un veicolo di simili caratteristiche, vi toccherà lasciare l’auto ai bordi della strada statale.

Mappa e pianta

Scheda dati di Borgo Giuliano: Numeri e dati circa il paesino

InformazioniDati
ProvinciaMessina
MunicipioSan Teodoro
Altezza (sul livello del mare)845 m.
Fondazione1940
Abitanti0
Anno di abbandono1970s
Edifici ancora in piedi6
Si può visitare
Tempo di visita15 min. – 45 min.
Valutazione della visita (0-10)7
PrezzoGratis

La mia esperienza visitando Borgo Giuliano

Dopo aver detto alla mia fidanzata (Antonella) ed a uno dei suoi cugini (Giuseppe) della mia intenzione di visitare Borgo Giuliano, finalmente sabato 30 novembre 2019 partiamo alla scoperta di questo curioso e semi distrutto paesino. L’idea era fare qualche foto al borgo abbandonato e, successivamente, dirigerci alla vicina cittadina di Cesarò per fare una passeggiata e visitare il restaurato Palazzo Zito.

La strada che conduce a Borgo Giuliano

Come avevo già controllato su Google Maps, il tempo impiegato per raggiungere Borgo Giuliano era di circa 1 ora. Sebbene, adesso che ci penso, probabilmente abbiamo impiegato un po’ di più perché ci siamo fermati in alcuni punti, lungo la SS120, per fare alcune foto meravigliose del panorama sul quale si staglia l’Etna.

Vista dell’Etna dalla strada (Cesarò)

Per mia esperienza lungo le strade siciliane, avendone attraversato in moto qualcuna parecchio dissestata e rischiando letteralmente la vita, posso dire che la SS120 è una strada TOP visto lo standard. Pertanto, se avete voglia di vistare Borgo Giuliano, potete stare tranquilli (almeno, al momento in cui scrivo queste righe) la strada è in buone condizioni ;).

Visitando e fotografando Borgo Giuliano

Per accedere a Borgo Giuliano ci sono, teoricamente, due opzioni. La prima opzione è una strada che ho trovato chiusa, sbarrata, da una recinzione, così ho deciso di proseguire e scegliere la seguente zona di accesso. Quest’ultima sembra essere stata modificata molto recentemente perché presentava un dislivello, rispetto all’asfalto della strada statale, che su Google Street View non c’era.

Infatti, il paraurti della mia auto finì per toccare il suolo (toccare… insomma, povera la mia Suzuki Swift) però fortunatamente riuscimmo a passare senza riportare danni rilevanti, questo grazie soprattutto allo spoiler frontale che avevo fatto installare (mi congratulo con me stesso).

Abbiamo parcheggiato in una piccola area ai bordi della strada di accesso alle rovine, per l’esattezza alle spalle dell’emblematica chiesa semi distrutta, che ormai si presenta divisa in due parti. Senza voler esagerare, a me questi luoghi desolati mi affascinano tantissimo… ciò che vidi mi parve impressionante, esattamente come l’avevo immaginato o, per dirla tutta, come avevo avuto modo di vedere in alcune foto scattate da altri visitatori.

L’Interno del paesino

Gran parte dell’area di Borgo Salvatore Giuliano è recintata. Per questo motivo, l’unico modo per accedere alle rovine del borgo è attraverso una deviazione della stessa strada sterrata, situata a circa 50 metri dalla SS120. Accedendo all’area urbana, le prima cose che troviamo sono i resti di una fontana, la chiesa (il prospetto frontale) e un edificio adiacente a questa, che all’epoca era la casa del parroco.

Altri cinque o sei edifici, non di più, si mantengono in piedi sebbene in uno stato di semi distruzione. Per tale motivo ci sono ovunque cartelli che dissuadono i visitatori dall’accedere all’interno degli edifici e, viste le condizioni degli edifici, penso che chiunque rispetti queste imposizioni.

Ciò che resta di Borgo Giuliano copre pochi metri quadrati (forse meno di un capo di calcio). A causa dell’intenso freddo che c’era (come abitualmente accade a fine novembre nell’entroterra Siciliano, a circa 850 metri di altezza), potenziato da un vento inaspettato, finimmo per visitare il borgo in meno tempo del previsto.

Nonostante ciò, abbiamo avuto sufficientemente tempo per scattare varie foto e registrare un video per il vlog ma, a causa del vento e considerando il fatto che non avevo con me un microfono esterno, del video non si salva gran cosa.

Edifici che restano in piedi

EdificiTipo di edifici
Edificio 1Chiesa
Edificio 2Casa del Parroco
Edificio 3Trattoria, negozi e abitazioni degli artigiani
Edificio 4Sede uffici ECLS
Edificio 5Centro medico
Edificio 6Sede del PNF
Altri elementiFontana

Dove pranzammo?

A pochi metri dalla zona nord di Borgo Giuliano si trova un’area attrezzata con quattro tavoli e panche da picnic, luogo ideale per pranzare a sacco. Nonostante ciò, il forte vento di quel giorno ci costrinse ad accomodarci seduti sul bagagliaio dell’auto, avevo infatti parcheggiato l’auto in modo strategico per proteggerci dal vento, la cosa funzionò abbastanza bene e riuscimmo a mangiare in tranquillità.

Come suggerimento, vi dico che si può pranzare anche in qualche bar o ristorante di San Teodoro o Cesarò (a pochi chilometri da Borgo Giuliano) o, in alternativa, all’Agriturismo Turismo Rurale Leanza, situato a circa 500 metri dal borgo.

L’Odissea per lasciare Borgo Giuliano

Alla fine arrivò il momento di salire in macchina, lasciare il Borgo e dirigerci, lungo la SS120, verso Cesarò. Come già temevo, non c’era modo per la mia povera Suzuki Swift, con i suoi 12 cm di altezza dal suolo, di superare il dislivello che precedentemente, per miracolo, era riuscita ad affrontare uscendone indenne. Fortunatamente, un 4×4 che passava da quelle parti, vedendoci in difficoltà, si fermò per venirci in aiuto. Si trattava di un uomo, proprietario di alcuni terreni nelle vicinanze.

L’uomo ci procurò alcune tavole di legno che, poste tra la strada in dislivello e la SS120, avrebbero dovuto permetterci di superare l’ostacolo e uscire da lì, non ci fu verso neanche in questo modo e mi immaginavo già a chiamare una gru per venirci a salvare. Sembrava che Borgo Giuliano non volesse lasciarci andare, consapevole del fatto che con la nostra partenza sarebbe ripiombato nella più profonda solitudine.

Dopo un po’ di tempo trascorso a pensare cosa fare per uscire da lì, l’uomo del 4×4 ci disse che attraversando l’area interna di Borgo Giuliano, saremmo potuti uscire dall’altro lato, quello che, appena arrivati, avevamo visto chiuso da una recinzione. Così detto, feci inversione di marcia e, ad una velocità di 2 km/h per evitare danni a causa del terreno dissestato, riuscii ad attraversare le rovine mentre, fuori dall’auto, la mia fidanzata e suo cugino mi davano istruzioni affinché potessi uscire dal borgo senza distruggere la parte bassa dell’auto.

Dopo non pochi problemi, riuscimmo a raggiungere la zona di accesso/uscita protetta dalla recinzione, con l’aiuto dell’uomo del 4×4 aprimmo il cancello e, ALLA FINE, potemmo dirigerci verso Cesarò. Però questa è già un’altra storia… ;).

Che impressione vi ha fatto Borgo Giuliano?

Se siete arrivati fino a qui… prima di tutto, complimenti! Infatti, devo ammettere di essermi un po’ dilungato nel raccontare la mia esperienza. In secondo luogo, che impressione vi ha fatto il borgo? Lo conoscevate già? Vi è piaciuto? Si tratta di un luogo che visitereste? Se avete voglia, lasciate un commento qui sotto cosicché possa rendermi idea delle vostre impressioni. Un saluto da LovingSicilia.it e… alla prossima avventura!

Bibliografia

  • La mia esperienza visitando Borgo Giuliano
  • Vacuamoenia: Studio e Ricerca su Borgo Giuliano e altri borghi abbandonati vacuamoenia.net
  • wwwvoxhumana: Dettagliatissimo articolo sulla storia di Borgo Giuliano wwwvoxhumana.blogspot.com

Menzioni e ringrazziamenti

  • Ringraziamento speciale ai miei compagni di viaggio (Antonella e Giuseppe) per avermi fatto compagnia.
  • Una meritata menzione alla mia Suzuki Swift che, in alcuni momenti, ha dovuto fare le veci di una 4×4 improvvisata, ma che alla fine ne è uscita un po’ ammaccata ma vittoriosa.
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